Chirurgia Ortopedica | VILLA SAN FRANCESCO SRL https://www.clinicavillasanfrancesco.com Fri, 19 Feb 2021 13:58:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.7.9 /wp-content/uploads/2020/12/cropped-LOGO-32x32.png Chirurgia Ortopedica | VILLA SAN FRANCESCO SRL https://www.clinicavillasanfrancesco.com 32 32 Innesto di cellule staminali /infiltrazioni/ Tue, 22 Dec 2020 14:33:06 +0000 https://clinicavillasanfrancesco.com/?p=446 L'articolo Innesto di cellule staminali proviene da VILLA SAN FRANCESCO SRL.

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Innesto di cellule staminali

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Tunnel Carpale /tunnel-carpale/ Tue, 22 Dec 2020 14:32:06 +0000 https://clinicavillasanfrancesco.com/?p=441 L'articolo Tunnel Carpale proviene da VILLA SAN FRANCESCO SRL.

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Tunnel Carpale

Il tunnel carpale è un passaggio stretto e rigido costituito dal legamento e dalle ossa alla base della mano.
Al suo interno passa il nervo mediano e i tendini. A volte l’ingrossamento dei tendini o altre condizioni che creano gonfiore restringono il tunnel e fanno sì che il nervo mediano risulti compresso.
La conseguenza è il dolore e una sensazione di debolezza o intorpidimento alla mano e al polso, che si irradiano verso il braccio. Sebbene gli stati dolorosi possano indicare altre patologie, la sindrome del tunnel carpale è la più conosciuta e famosa delle neuropatie, ovvero delle patologie in cui i nervi periferici del corpo umano vengono compressi o subiscono traumi.

LE CAUSE

La compressione e/o irritazione del nervo mediano all’interno del tunnel carpale, che sta all’origine della Sindrome del Tunnel Carpale (STC), può essere dovuta a molteplici cause, che richiedono un’accurata diagnosi clinica e strumentale:

  • ispessimento del legamento trasverso del carpo;
  • infiammazione, con edema, dei tendini e delle guaine tendinee dei muscoli flessori (tenosinoviti); questa è spesso dovuta a un uso eccessivo della mano in attività lavorative manuali ripetitive, come nel caso di dattilografi, pianisti, lavoratori al computer, operai che utilizzano martelli pneumatici o altri strumenti con vibrazioni sul palmo, ecc.;
  • patologie sistemiche con interessamento dei nervi periferici o formazione di edemi periferici:
  • diabete mellito;
  • insufficienza renale e conseguente ritenzione di liquidi nei tessuti del corpo;
  • ipotiroidismo;
  • esiti di fratture al polso o al carpo, con deformità osteoarticolare residua;
  • neoformazioni entro il tunnel carpale come lipomi, fibrolipomi e cisti articolari;
  • predisposizione ereditaria alla sindrome;
  • fattori ormonali (a rischio di STC sono soprattutto le donne, in particolare se in gravidanza o in età perimenopausale, probabilmente per un aumentato rapporto progesterone/estrogeni che influenza la ritenzione idrica).

 

SINTOMI

I sintomi di solito si manifestano con gradualità, con frequenti bruciori, formicolio o sensazioni di addormentamento misto a prurito al palmo della mano e alle dita, specialmente al pollice, all’indice e al medio soprattutto durante la notte.
Quando i sintomi peggiorano è possibile avvertire un fastidioso formicolio durante il giorno, il dolore si irradia anche nell’avambraccio e si ha una perdita di sensibilità alle dita e una perdita di forza della mano.

 

DIAGNOSI

Quando il paziente riferisce formicolio e/o dolore, spesso irradiato all’avambraccio, prevalentemente notturno o mattutino, la diagnosi di Sindrome del Tunnel Carpale è ritenuta la più probabile.
Tuttavia è importante far effettuare l’esame obiettivo neurologico e l’esame  elettromiografico/ elettroneurografico (EMG/ENG)
L’esame obiettivo neurologico valuta la forza, i riflessi osteotendinei, la sensibilità e può avvalersi di test clinici. I più conosciuti sono il test di Tinel e di Phalen. Nel primo si percuote con il martellino da riflessi sopra il tunnel carpale, il paziente dovrebbe avvertire una scossa nel territorio di innervazione del nervo mediano; nel secondo si posizionano i palmi delle mani uno davanti all’altro, polsi e gomiti flessi a 90° e si mantiene la posizione per qualche minuto, i pazienti dovrebbero avvertire l’insorgenza di formicolii o il peggioramento di questi. Comunque i test possono dar luogo molto frequentemente a risposte false negative o false positive e pertanto sarebbe meglio non fidarsi troppo del risultato ottenuto.
E’ quindi consigliabile effettuare sempre un esame EMG/ENG.L’esame ENG elettroneurografico viene eseguito con elettrodi di superficie e piccole scosse elettriche e permette di valutare la velocità sensitiva, la velocità motoria, la latenza e l’ampiezza delle risposte sensitive e motorie del nervo, sollecitate dalla scossa elettrica.Tuttavia per valutare adeguatamente la gravità della sindrome e per escludere compromissioni nervose a differenti livelli (ad esempio compressione cervicale) è necessario il completamento con esame EMG, eseguito utilizzando piccoli aghi che registrano l’attività muscolare.

 

CURA E TERAPIA

Le cure per la sindrome del tunnel carpale dovrebbero iniziare il prima possibile, sotto la supervisione di un medico. Esse prevedono l’utilizzo di farmaci e nei casi più gravi il trattamento chirurgico.
Le cause scatenanti, come il diabete o l’artrite, dovrebbero essere curate per prime. La cura iniziale di solito comporta la riduzione dell’attività della mano e del polso ammalato per almeno due settimane: occorre evitare tutte le attività che potrebbero peggiorare i sintomi e immobilizzare il polso, con un tutore opportuno, per evitare ulteriori danni che potrebbero essere scatenati da torsioni o flessioni inopportune. Se la zona è infiammata, l’applicazione di impacchi ghiacciati può contribuire a ridurre il gonfiore.
I farmaci antinfiammatori non steroidei, come ad esempio l’aspirina, l’ibuprofene (Moment, Nurofen, Antalgil, Buscofen, …) e altri analgesici senza obbligo di ricetta, possono alleviare i sintomi presenti da poco tempo o causati da un’attività molto intensa.
I diuretici somministrati per via orale possono diminuire il gonfiore.
I corticosteroidi (cortisone), con la lidocaina (un anestetico locale), può essere iniettato direttamente nel polso oppure assunto per via orale per ridurre la compressione del nervo mediano e dare sollievo immediato e temporaneo alle persone che accusano sintomi intermittenti o di lieve entità.

 

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Artroscopia /artroscopia/ Tue, 22 Dec 2020 14:31:22 +0000 https://clinicavillasanfrancesco.com/?p=437 L'articolo Artroscopia proviene da VILLA SAN FRANCESCO SRL.

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Artroscopia

Cos’è la chirurgia artroscopica?

La chirurgia artroscopica è quella procedura che consente di operare all’interno delle articolazioni senza aprire le stesse (al contrario di quanto avviene con le metodiche classiche). I chirurghi hanno la possibilità d’ispezionare e visionare direttamente l’interno delle articolazioni mediante l’uso di particolari microscopi, di piccole dimensioni (gli artroscopi), grazie ai quali capacità diagnostiche e accuratezza sono enormemente amplificate. Inoltre è possibile catturare le immagini delle articolazioni e dei gesti chirurgici effettuati attraverso sistemi di registrazione fotografica e video collegati ai sistemi di lenti miniaturizzate degli artroscopi. Sono quindi possibili, oggi, varie procedure chirurgiche effettuabili direttamente all’interno delle articolazioni che in precedenza erano possibili solo mediante ampia apertura chirurgica delle articolazioni della spalla (oppure di anca, ginocchio, gomito, polso o caviglia). In alcuni casi l’artroscopia può essere anche utilizzata come procedura diagnostica per localizzare l’esatta area di patologia, seguita da una procedura chirurgica classica per via aperta che corregge la patologia.

 

Qual è l’ospedalizzazione richiesta?

Secondo le possibilità organizzative della struttura ospedaliera, l’ospedalizzazione del paziente può avvenire  la mattina stessa dell’intervento chirurgico.
Al ricovero seguono gli esami di routine (elettrocardiogramma, esami ematochimici, radiografie, …) che di solito precedono un esame chirurgico. Il tipo di anestesia, sia essa generale o loco regionale, sarà discussa con l’anestesista in questa fase. L’intervento è effettuato in una sala chirurgica standard, normalmente attrezzata e con personale infermieristico e anestesiologico presente.
L’intervento dura da 45 minuti a un’ora e mezzo circa, in base alla patologia da affrontare. Immediatamente dopo il completamento dell’intervento, il chirurgo medica le ferite con una morbida medicazione compressiva piatta. Dopo l’intervento segue un periodo di osservazione in una sala adiacente alla sala operatoria dove sono tenuti sotto controllo i segni vitali. Molti pazienti sono dimessi il giorno stesso dell’intervento o al massimo il giorno dopo. Bisogna ricordare che l’artroscopia, nonostante richieda un solo giorno di degenza, è un intervento chirurgico a tutti gli effetti. Dopo l’intervento, quindi, non si è in grado di guidare autoveicoli ed è opportuno organizzarsi preventivamente per il rientro a casa.

Quali sono gli accorgimenti post operatori?

Al momento della dimissione, sono prescritte al paziente delle medicine da assumere per via orale; è fondamentale avvertire il medico di eventuali allergie. Durante le prime 48 ore successive all’intervento, è possibile ridurre gonfiore e fastidio presso l’area trattata chirurgicamente, grazie all’applicazione di impacchi freddi. È importante ricordarsi di non assumere farmaci contenenti aspirina poiché potrebbero aumentare i sanguinamenti post operatori. Nei giorni immediatamente successivi all’operazione è prudente non bagnare le ferite. La ginnastica riabilitativa dell’arto operato è fondamentale per il recupero della sua funzionalità. Gli stessi chirurghi possono indicare degli specialisti in grado di elaborare un programma personalizzato di riabilitazione in funzione delle condizioni del paziente, della patologia e della tecnica operatoria. È bene tenere presente che servono varie settimane per ottenere una cicatrizzazione dei tessuti intra articolari, e alcuni mesi prima di raggiungere la definitiva riparazione. Pertanto, è raccomandato un uso dell’articolazione prudente e rispettoso delle indicazioni personalizzate fornite dal chirurgo o dai suoi collaboratori.

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