Proctologia | VILLA SAN FRANCESCO SRL https://www.clinicavillasanfrancesco.com Tue, 22 Dec 2020 14:29:21 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.7.9 /wp-content/uploads/2020/12/cropped-LOGO-32x32.png Proctologia | VILLA SAN FRANCESCO SRL https://www.clinicavillasanfrancesco.com 32 32 Emorroidi /emorroidi/ Tue, 22 Dec 2020 14:29:15 +0000 https://clinicavillasanfrancesco.com/?p=429 L'articolo Emorroidi proviene da VILLA SAN FRANCESCO SRL.

]]>

Emorroidi

Le emorroidi sono una formazione anatomica del canale anale, sono morbidi cuscinetti di tessuto che contribuiscono alla discriminazione del contenuto rettale, al mantenimento della continenza e all’evacuazione. In condizioni normali la loro presenza non viene avvertita, ma il loro gonfiore eccessivo genera fastidio e sintomi quali prolasso, dolore, bruciore, prurito o sanguinamento. Il termine emorroidi designa sia le strutture venose sia la disfunzione, più correttamente indicata come patologia o malattia emorroidaria.
A seconda della gravità del prolasso si identificano quattro stadi:

  • I stadio: emorroidi interne non prolassanti
  • II stadio: emorroidi prolassanti ma spontaneamente riducibili
  • III stadio: emorroidi prolassanti che richiedono la riduzione manuale
  • IV stadio: emorroidi costantemente prolassate

Che cosa sono le emorroidi?

La patologia emorroidaria è una disfunzione legata all’infiammazione delle vene emorroidali, le emorroidi, che scivolano all’esterno della loro sede naturale nell’ano per il cedimento della mucosa rettale. In alcuni casi si produce la formazione di un grumo di sangue (coagulo o trombo) che amplifica i sintomi dolorosi.
La disfunzione può interessare tanto le emorroidi interne che quelle esterne, situate intorno all’ano. Le emorroidi sono un disturbo comune. Si stima che circa la metà delle persone con più di 50 anni di età ha avuto, in maniera più o meno acuta, un problema di emorroidi.

 

Quali sono le cause delle emorroidi?

Le cause delle emorroidi sono molteplici (predisposizione familiare, stipsi cronica, sedentarietà, sforzi eccessivi, gravidanze, stazione eretta prolungata, etc).
Questi fattori provocano un cedimento delle strutture presenti nell’ano che comporta una flessione verso l’esterno delle emorroidi, esponendole a infiammazione, rigonfiamenti eccessivi, rottura e alla frizione dello sforzo durante la defecazione.

 

Quali sono i sintomi delle emorroidi?

I sintomi della patologia emorroidaria sono:

  • dolore, in particolare durante la defecazione o mentre si è seduti
  • piccole perdite di sangue, che solitamente si osservano dopo la defecazione e sono dovute a rotture dei vasi sanguigni
  • prurito e forte disagio
  • sensazioni di gonfiore o di corpo estraneo nell’ano
  • in qualche caso, una perdita anomala di feci
  • presenza al tatto di corpi morbidi esterni all’ano

Le complicazioni delle emorroidi sono rare e si verificano quando la disfunzione è prolungata. La perdita di sangue può causare carenza di ferro (anemia) oppure danni gravi ai tessuti. Se l’emorroide è strozzata il tessuto epiteliale può subire una forma di cancrena.

 

 

Come prevenire le emorroidi?

Per allontanare il rischio di emorroidi è bene osservare uno stile di vita sano che comprenda:

  • una moderata attività fisica
  • una dieta ricca di fibre
  • l’assunzione di liquidi
  • è opportuno bere almeno due litri di acqua al giorno, evitando gli alcolici

Se si è sofferto di emorroidi è bene cercare di mantenere la zona sempre pulita, cercando di evitare il ricorso a prodotti troppo aggressivi. È bene evitare di forzare troppo la defecazione. In situazioni di difficoltà è meglio ricorrere all’uso di lassativi riferendone l’esigenza al medico.
È inoltre opportuno evitare la sedentarietà, alternando, durante il lavoro o il riposo domestico, periodi in cui si è seduti a brevi passeggiate.

 

Diagnosi

La sintomatologia emorroidaria può essere molto fastidiosa ma eccezionalmente comporta un effettivo rischio per la salute. È fondamentale tuttavia escludere che i disturbi derivino da altre patologie e in particolare da un tumore del colon-retto. Per questo motivo, i pazienti di età superiore a 40 anni che presentano un sanguinamento ano-rettale o altri fattori di rischio vengono sottoposti a una colonscopia.
La diagnosi di emorroidi avviene mediante una visita dello specialista colon-proctologo. Solitamente, il medico ispeziona la zona rettale per esaminare le caratteristiche del prolasso. La visita può essere condotta anche con l’uso di strumenti che facilitano l’osservazione come anoscopio, proctoscopio o sigmoidoscopio.

 

Trattamenti

Il trattamento della patologia emorroidaria dipende dalla durata e dall’intensità del disagio. Nella maggioranza dei casi, infatti, le emorroidi tendono a guarire da sole dopo un certo periodo. Talvolta è sufficiente modificare la dieta, con l’introduzione di fibre, vegetali e liquidi.
I trattamenti variano anche in base agli stadi di classificazione:

  • per il primo e secondo stadio è generalmente sufficiente un trattamento medico basato su norme igienico-dietetiche (dieta ricca di scorie, regolare attività fisica) e sull’impiego di alcuni farmaci, soprattutto ad azione locale.
  • nel secondo stadio, se non migliora con il trattamento conservativo, possono essere adottate tecniche non chirurgiche quali la legatura elastica e le iniezioni sclerosanti, procedure eseguibili ambulatorialmente senza anestesia ma la cui efficacia è in genere parziale e transitoria
  • l’intervento chirurgico viene solitamente consigliato per le emorroidi di III e IV grado

L’intervento di emorroidectomia tradizionale prevede l’asportazione delle emorroidi, legando le vene all’interno del canale anale con fili di sutura riassorbibili. L’alternativa più efficace è emorroidectomia tradizionale. Il principio su cui si basa l’intervento è quello di riposizionare le emorroidi all’interno del canale anale accorciando il rivestimento mucoso interno del retto.

L'articolo Emorroidi proviene da VILLA SAN FRANCESCO SRL.

]]>
Fistola Sacroccigea /fistola-sacroccigea/ Tue, 22 Dec 2020 14:28:33 +0000 https://clinicavillasanfrancesco.com/?p=425 L'articolo Fistola Sacroccigea proviene da VILLA SAN FRANCESCO SRL.

]]>

Fistola Sacroccigea

Che cos’è una fistola sacro-coccigea?

Una fistola sacro-coccigea (o cisti pilonidale) è una sacca anomala nella pelle che spesso contiene capelli e detriti cutanei. Si formano più comunemente nelle natiche, spesso nella parte superiore vicino al coccige dove i glutei si separano. Se ne possono formare più di una e, di solito, sono collegate tra di loro tramite piccoli tunnel sottocutanei. In caso di infezione si riempiono di pus. Sono più comunemente associate agli uomini, all’obesità e alle persone che trascorrono molto tempo sedute.

 

Quali sono i sintomi?

Tra i sintomi di una cisti pilonidale vi sono:

  • Arrossamento della pelle
  • Dolore alla base della colonna vertebrale
  • Pus o sangue dalla zona colpita
  • Potrebbe comparire febbre in caso di infezione grave

Una cisti pilonidale ha dimensioni variabili e può apparire come una piccola fossetta oppure può coprire un’area più ampia.

Diagnosi della fistola sacro-coccigea

La diagnosi può essere raggiunta tramite un esame obiettivo. Talvolta può essere indicato sottoporsi ad analisi del sangue e a un esame ecografico.

 

Quali sono le cause della fistola sacro-coccigea?

La causa esatta delle cisti pilonidali non è nota, ma l’opinione generale è che si verifichi quando un pelo sciolto buca la pelle oppure quando un follicolo pilifero si rompe e un pelo spezzato spinge attraverso la pelle. Questo si può in seguito infettare e provocare la formazione di un ascesso. Anche l’attrito può contribuire alla loro formazione, per esempio quando si indossano abiti stretti o si sta seduti per molto tempo.
Esistono inoltre una serie di fattori di rischio che possono rendere una persona maggiormente predisposta allo sviluppo di cisti pilonidali:

  • Obesità: avere un indice di massa corporea (IMC) pari o superiore a 30
  • Età: sono più comuni nelle persone più giovani
  • Sesso: i maschi hanno maggiori probabilità di soffrirne
  • Stile di vita sedentario
  • Stare seduti per molto tempo: per esempio, i camionisti sono particolarmente suscettibili allo sviluppo di cisti pilonidali.
  • Capelli secchi, ruvidi o ricci

 

Si può prevenire?

Per evitare lo sviluppo di cisti pilonidali si raccomanda di:

  • Perdere peso, se necessario
  • Evitare di stare seduti per molto tempo
  • Mantenere l’area pulita
  • Trattamenti per la fistola sacro-coccigea

Il trattamento della cisti pilonidale infetta normalmente comporta il drenaggio della cisti. L’operazione per aprire l’ascesso e drenare il pus può essere eseguita in anestesia generale.
In caso si ripresenti, l’infezione può essere controllata utilizzando antibiotici. Tra le operazioni alternative vi è una procedura, nota con il nome di escissione ampia, che consiste nel tagliare la porzione di pelle contenente la cisti.
Un altro trattamento alternativo consiste nell’escissione e nella chiusura primaria, che comporta che la porzione di pelle interessata venga tagliata e la ferita chiusa con dei punti di sutura.

 

L'articolo Fistola Sacroccigea proviene da VILLA SAN FRANCESCO SRL.

]]>
Ragade Anale /ragade-anale/ Tue, 22 Dec 2020 14:27:42 +0000 https://clinicavillasanfrancesco.com/?p=421 L'articolo Ragade Anale proviene da VILLA SAN FRANCESCO SRL.

]]>

Ragade Anale

CHE COS’È LA RAGADE ANALE?

La ragade anale è una ulcerazione localizzata prevalentemente sulla linea mediana posteriore dell’ano, la cui presenza causa spesso violenti dolori con contrattura e spasmo dello sfintere anale. L’incidenza della ragade è uguale sia nell’uomo che nella donna.

 

QUALI SONO LE CAUSE?

La comparsa di una ragade può verificarsi anche in tempi molto brevi: spesso è successiva a episodi di diarrea o di stitichezza che possono provocare una piccola lacerazione della mucosa a cui consegue un ipertono dello sfintere anale. Ne consegue pertanto un circolo vizioso: il dolore provocato al momento della defecazione, e il conseguente spasmo dello sfintere anale, determinano una stitichezza secondaria che peggiora ulteriormente i dolori al momento dell’espulsione delle feci.

 

QUALI SONO I SINTOMI DELLA RAGADE ANALE?

Sintomo caratteristico della ragade anale è il dolore che compare durante e dopo la defecazione, e che dura varie ore durante la giornata: spesso il dolore è molto violento, difficilmente sedabile con le comuni creme anestetiche locali. Occasionalmente, alla fine della defecazione, può presentarsi modesta perdita di sangue rosso vivo, sia sulla carta igienica che gocciolante sul water.

 

COME SI EFFETTUA LA DIAGNOSI?

Il dolore post defecatorio che perdura varie ore dopo la defecazione è la caratteristica specifica della ragade anale: l’ispezione della regione anale può evidenziare immediatamente l’ulcerazione, estremamente dolente alla semplice compressione. L’esplorazione rettale, nonostante l’applicazione di creme anestetiche, è spesso impossibile per l’intenso dolore, non tollerabile dal paziente.

 

QUAL È IL TRATTAMENTO PER LA RAGADE ANALE?

LA TERAPIA MEDICA

In circa il 30% dei casi la ragade può guarire con un trattamento locale a base di creme anestetiche applicare varie volte nella giornata, soprattutto prima della defecazione, per attenuare lo spasmo dello sfintere anale. Inoltre nei casi di stitichezza, possono essere utili blandi lassativi, o farmaci che aumentano e fluidificano la massa fecale, per rendere più facile la defecazione.
Alcune creme anestetiche, che contengono nitroglicerina, farmaco utilizzato anche negli attacchi di angina pectoris, possono dare buoni risultati, ma la comparsa di mal di testa che spesso ne consegue, tende a limitarne l’utilizzo. È stata utilizzata anche l’iniezione diretta della tossina botulinica per rilassare lo sfintere anale, ma i costi, esclusivamente a carico del paziente, e la necessità di dovere ripetere le iniezioni, hanno pure ridotto l’utilizzo di questa sostanza. Un’altra metodica alternativa, non chirurgica, prevede l’utilizzo di dilatatori anali, per ridurre lo spasmo dello sfintere: questi dilatatori, di diametro progressivo e umettati di crema anestetica vengono applicati direttamente dal paziente. Gli svantaggi legati a questa metodica sono soprattutto i tempi richiesti per il trattamento, superiori ai 30 giorni e il dolore che spesso questo può essere provocato, per cui la metodica viene abbandonata dal paziente.

 

L’INTERVENTO CHIRURGICO

Quando tutte queste possibilità terapeutiche non hanno dato i risultati richiesti, l’unica alternativa è quella chirurgica. In alcuni casi il dolore provocato dalla ragade è così violento che il paziente richiede di essere operato con urgenza. Attualmente la procedura chirurgica di scelta è la Sfinterotomia Laterale Interna, sia per la semplicità dell’esecuzione che per la percentuale di successo, oltre il 95%. L’intervento può essere effettuato in anestesia generale, ma più frequentemente in anestesia locoregionale spinale, come quella che viene utilizzata per ridurre il dolore nel parto. L’intervento eseguito in Day Surgery, consiste nella sezione dello sfintere anale interno, che riduce lo spasmo dello sfintere e determina la scomparsa quasi immediata del dolore. Con questa metodica, in un numero molto modesto di pazienti, si può verificare una parziale incontinenza, che può andare da una modesta incapacità a controllare i gas, alla minima perdita di feci: questa parziale incontinenza può verificarsi nei giorni immediatamente successivi all’intervento chirurgico e si risolve in circa una settimana. La scomparsa del dolore della ragade compensa questo piccolo inconveniente, che è per altro raro nel suo verificarsi. Il dolore conseguente all’intervento chirurgico è trattabile con i comuni farmaci analgesici ed il paziente può riprendere la sua attività lavorativa dopo alcuni giorni o una settimana.

 

È POSSIBILE PREVENIRE LA RAGADE ANALE?

Non è possibile prevenire la ragade. Sicuramente un alvo normale e non stitico, potrebbe essere un fattore che limita l’insorgenza della ragade. Per fortuna non ztutti i paziente stitici rischiano l’insorgenza di una ragade, e pertanto è molto difficile stabilire delle regole o delle precauzioni per impedire che si verifichi una ragade.

 

CI SONO COMPLICANZE ASSOCIATE ALLA RAGADE ANALE?

Non esiste nessuna complicanza associata alla ragade anale, se non un banale sanguinamento. Ma la ragade anale può diventare, progressivamente così dolorosa, che nessun farmaco la può alleviare. Alla fine quando tutti i tentativi farmacologici non hanno dato i risultati desiderati, l’unica soluzione è la terapia chirurgica, che allevia il grande dolore provocato dalla ragade.

L'articolo Ragade Anale proviene da VILLA SAN FRANCESCO SRL.

]]>